Il destino dell’anima e la libertà

Il giorno 26 ottobre 2017 si è tenuta una conferenza sul tema dell’anima e del suo destino presso la Scuola Superiore Toppo Wasserman di Udine. Gli ospiti chiamati a parlare erano Vito Mancuso, teologo e filosofo, e Franco Fabbro, neuroscienziato. L’incontro è stato moderato ed introdotto dal professor Angelo Vianello. L’argomento scelto è stato trattato a partire dal tema della libertà, che in senso filosofico, è stata definita da diversi filosofi e teologi di rilievo, tra tutti viene ricordata la definizione data da Kant nella “Critica della ragione pura”, secondo il quale la libertà è una condizione di legge morale, e quella di Pietro Gobetti e Luigi Pareyson, che definiscono la libertà come legge ontologica dell’uomo.

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In ambito neuro-scientifico invece la libertà è l’azione consapevole, l’atto volontario che combina mente e corpo. Infatti, Beniamin Liber, ha spiegato in passato che il potenziale di preparazione può essere percepito 600 millisecondi(ms) prima che l’azione venga compiuta, mentre si ha una consapevolezza dell’atto solo 400 millisecondi(ms) prima, in 200 millisecondi(ms) possiamo decidere di cambiare la nostra decisione, ma negli ultimi 50 millisecondi(ms) non possiamo più modificare la nostra scelta. È intervenuto su questo argomento anche Eddy Namias, dicendo che tutti gli uomini sono condizionati dall’ambiente esterno, ma ciò non toglie all’uomo il diritto del libero arbitrio.

Vito Mancuso ha continuato dicendo che la libertà è un nodo decisivo della nostra mentalità perché il concetto di libertà dipende da come il nostro pensiero si affaccia sul mondo. Il professore ha espresso questo suo pensiero precisando che nella libertà sono presenti 3 principi fondamentali: la consapevolezza, la creatività e la responsabilità. Quando un uomo presenta queste caratteristiche significa che è veramente libero, condizione molto rara secondo Mancuso, ma che si può raggiungere.

Per concludere è intervenuto Franco Fabbro, il quale ha dato due visioni di libertà, una deterministica e una indeterministica. La prima prende in considerazione eventi che son conseguenze di qualcosa successo in precedenza, mentre la seconda è causata da cinque fattori: l’incertezza, il livello biologico, i tempi del libero arbitrio, il passaggio dalla mente al mondo fisico e  dal porsi la domanda ‘cos’è la mente?’.

La conferenza si è conclusa con un breve dibattito tra i relatori sugli argomenti trattati.

 

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