I neuroni specchio: l’imitazione alla base della comunicazione

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Davanti ad una Casa Cavazzini gremita, durante l’ultimo incontro del Festival, Giacomo Rizzolatti, affiancato dal giornalista Antonio Gnoli, ha spiegato al pubblico in cosa consista una delle più importanti e rivoluzionarie scoperte fatte in ambito neuroscientifico negli ultimi anni, la quale è argomento principale del suo ultimo libro pubblicato da Rizzoli , “In te mi specchio“.

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Egli infatti, insieme ad una equipe di ricercatori dell’Università di Parma, durante uno studio dedicato alla corteccia premotoria, ha individuato un tipo particolare di neuroni: i neuroni specchio.

La scoperta avvenuta in modo pressoché casuale ha rivelato il ruolo fondamentale svolto dal cervello e dall’azione imitativa all’interno delle relazioni sociali.

Infatti, è stato provato che particolari zone della corteccia cerebrale si attivano non solo quando viene compiuta una determinata azione, ma anche quando si assiste allo svolgimento della medesima da parte di qualcun altro. Ad esempio è stato osservato, grazie all’utilizzo di  elettrodi, che le stesse zone che sono attivate da una risata, sono stimolate anche dall’osservazione di una fotografia che ritrae una persona che ride.

Ciò significa che l’azione della risata non viene compresa logicamente attraverso un processo induttivo, ma in modo fenomenologico. Da questa particolarità deriva il valore, anche psicologico, della scoperta dei neuroni specchio: infatti attraverso una comprensione di tipo fenomenologica dell’altro, si innesta un meccanismo di immedesimazione, che porta a ciò che viene comunemente definita empatia.

L’azione di questi neuroni può essere frenata e temperata dall’ azione di determinati fattori a livello psicologico o impedita da disturbi del neurosviluppo, come nel caso dell’autismo. Ciò conduce ad una mancata comprensione dell’altro e ad una impossibilità di relazione. Tuttavia, vista la maggiore consapevolezza attuale delle cause che portano a tali disfunzioni, si è più vicini a trovare una soluzione.

Non poteva essere deciso un modo migliore per concludere un Festival dedicato alle “Navigazioni” , se non attraverso una celebrazione della comunicazione e della coesione tra esseri umani, rappresentata in questo caso dalla scoperta dei neuroni specchio, in quanto origine dell’empatia.

 

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